In Italia alle coppie lesbiche e alle donne single che vogliono creare una famiglia e crescere l3 propr3 figl3 è vietato accedere alla Procreazione Medicalmente Assistita. In Spagna, invece, è possibile farlo e sono tantissime le persone che si spostano all’estero per diventare madri, “soprattutto donne single” afferma il Dottore Raùl Olivares, ginecologo della clinica Barcellona IVF.
Questa violenza istituzionale che costringe chi vuole avere figli3 ad andare all’estero, pur potendo fare parte del trattamento a pagamento in Italia (visite ginecologiche, stimolazioni, monitoraggi), mentre riserva esclusivamente alla “famiglia tradizionale” il servizio pubblico, non solo non è aderente alla realtà in cui viviamo, ma viene paradossalmente promossa da chi al contempo sostiene discorsi politici che cercano di vietare l’aborto per contrastare i bassissimi tassi di natalità che caratterizzano il nostro paese.
Le persone single sono circa 6,3 milioni rappresentando oltre il 25% delle famiglie. Le persone che vivono in unione civile (registrate tra il 2016 e il 2022) o che dichiarano un orientamento omo/bisessuale sono oltre 20.000. Tra le persone in unione civile, le lesbiche rappresentano circa il 28,9% del totale. [ISTAT]
Per quanto più difficile e costoso rispetto al SSN, non è impossibile affermare la propria volontà di essere madre, spiega il Dott. Olivares. Gli step per una coppia lesbica o una donna single che vuole fare un trattamento in Spagna sono:
– visita di valutazione (anche online), in cui si spiega quali esami servono, i trattamenti e le tecniche di PMA;
– seconda visita: decidere il trattamento (anche online);
– una parte del trattamento previo si fa in Italia (ecografie, stimolazioni, monitoraggi)
– viaggio in Spagna per il trattamento vero e proprio.
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