Con “L’ombra lunga dell’impero. Voci afrodiscendenti tra razzismo sistemico, colonialismo e resistenza globale”, pubblicato da Altreconomia, il giornalista e scrittore Angelo Boccato apre uno spazio necessario di riflessione sul presente, sulle sue radici coloniali e sulle narrazioni che ancora oggi definiscono a chi viene garantito il diritto di raccontare, essere ascoltato e riconosciuto.
Boccato, nel corso della presentazione moderata da Rachele Boodhoo, realizzata nell’ambito di Crossroads, progetto di partecipazione giovanile sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Gioventù e ideato da Maghweb insieme a un gruppo di giovani lettori e lettrici della Biblioteca Non è un Veleno, ci ha raccontato di come parlare di “nero plurale” significhi riflettere anche sul pericolo e sulla violenza di ridurre persone e comunità a una sola narrazione. Costruire una narrativa realmente plurale significa invece riconoscere le traiettorie diverse che attraversano la Global Ethnic Majority, la maggioranza globale non bianca, trasformandole in presenza politica, culturale e sociale.
Oggi, cambiare la conversazione vuol dire ribaltare il punto di vista, sottrarre la parola alle narrazioni dominanti e costruire molte storie, molte voci, molte memorie. “L’ombra lunga dell’impero” rappresenta un contributo importante a questo percorso collettivo.


