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Non ci sarà aborto sicuro finché verrà agita violenza ostetrica e ginecologica!
Un insieme di pratiche mediche e di assistenza non necessarie, non richieste, eseguite senza consenso e che causano danni fisici o psicologici alle donne e alle libere soggettività nei momenti in cui espongono la propria intimità a un processo di cura.

Chiediamo a tutt3 l3 professionist3 del mondo ginecologico e ostetrico, e a tutt3 l3 persone, cittadin3 e pazienti – a chi la agisce (più o meno consapevolmente) o potrebbe agirla , e a chi la subisce – di riconoscere il fenomeno della violenza ostetrica, di inquadrarla per contrastarla, consapevoli che si tratta di un tipo di violenza:
– di genere: la subiscono le donne in quanto tali;

– istituzionalizzata: avviene all’interno di un contesto istituzionale, pubblico e privato (consultori familiari, ospedali, cliniche convenzionate, studi…) adibito alla cura della salute della donna.

Insieme a Marisa Mazzini e a Sara Landorno abbiamo deciso di lanciare questo messaggio in bottiglia in occasione della giornata mondiale per il diritto all’aborto sicuro, affinché sia privo di trattamenti iniqui o abusivi, per far luce su un fenomeno tanto silente quanto diffuso, e per dotarci di strumenti di tutela e di consenso informato, per un’assistenza sanitaria scevra da giudizi e rispettosa della salute psichica e fisica dei nostri corpi.

Progetto realizzato con i fondi Otto per Mille Valdese.