IMG-20260623-WA0031

“La lingua per gli esseri umani è come l’acqua per i pesci. La materia del nostro pensare e del nostro vivere…”
Kübra Gümüşay

Le parole non sono solo strumenti con cui descriviamo il mondo: sono parte del modo in cui lo abitiamo, lo interpretiamo e lo rendiamo più o meno accessibile alle altre persone. Possono riconoscere, includere, aprire possibilità; oppure ferire, semplificare, cancellare.

Da questa consapevolezza nasce Le parole giuste, un vademecum pratico per usare un linguaggio più ampio, rispettoso e sensibile quando parliamo di genere, corpi, identità, orientamento, percorsi di affermazione di genere, salute e rappresentazione delle persone.

Il documento non vuole essere un glossario definitivo, né un insieme rigido di regole. È piuttosto uno strumento da consultare e mettere alla prova nei contesti quotidiani, professionali, educativi, comunicativi e politici. Invita a non dare per scontato, a scegliere parole precise, a evitare formule che riducono le esperienze a categorie strette, e a riconoscere che ogni persona ha il diritto di nominarsi ed essere nominata nel modo che sente più giusto.

Usare le parole giuste significa fare spazio. Significa ascoltare meglio, comunicare con più cura e contribuire a costruire ambienti in cui le identità, i corpi e i percorsi di ciascunə possano essere riconosciuti senza semplificazioni, stereotipi o cancellazioni.

Queer Code – “Finanziato dall’Unione Europea. I punti di vista e le opinioni espresse sono esclusivamente dell’autor3 e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione Europea o della COMMISSIONE EUROPEA, Direzione Generale Giustizia e Consumatori. Né l’Unione Europea né la DG JUST possono essere ritenuti responsabili”