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Il body shaming online è una delle forme più pervasive e normalizzate di violenza digitale. I risultati della ricerca quali-quantitativa realizzata nell’ambito del progetto Elephant Talk mostrano con chiarezza quanto il fenomeno sia radicato: oltre la metà delle persone intervistate ammette di aver praticato, almeno una volta, comportamenti di body shaming; le percezioni sulla gravità del problema cambiano significativamente tra identità di genere diverse, con donne e persone non-binarie molto più consapevoli della sua diffusione rispetto agli uomini; mentre l’86% degli intervistati chiede con forza interventi concreti. La combinazione di questi dati evidenzia l’urgenza di un insieme di azioni coordinate e la necessità di politiche capaci di leggere i rapporti di potere e le dinamiche sistemiche che alimentano questa forma di violenza.

In un contesto in cui la violenza online supera i confini nazionali, l’Unione Europea ha l’occasione, e il dovere, di guidare la tutela dei diritti digitali e di promuovere con forza l’equità di genere. Per questa ragione, i partner di Elephant Talk hanno stilato una policy recommendation che propone tre linee d’azione concrete, in linea con i lavori delle commissioni FEMM e CULT, con la Direttiva UE 2024/1385 sulla violenza contro le donne e con le strategie europee sulla sicurezza digitale e sull’educazione.

La prima riguarda il ruolo dell’educazione sessuale completa e inclusiva, centrata sulle dinamiche di potere e sul consenso, come strumento di prevenzione delle violenze di genere, anche online. Servono programmi adattabili ai contesti nazionali, risorse educative sul tema delle molestie digitali.

Il secondo pilastro è la media literacy, che deve diventare uno strumento concreto per smontare stereotipi, comprendere gli standard estetici irrealistici diffusi online e riconoscere le forme di discriminazione di genere. Introdurre moduli obbligatori nei sistemi educativi, formare docenti, e favorire la condivisione di buone pratiche tra Paesi significa fornire all3 giovani competenze critiche per muoversi nel digitale senza rassegnarsi all’idea che il body shaming sia inevitabile.

Il terzo ambito riguarda il Digital Services Act: integrare una prospettiva di genere nella sua attuazione è essenziale per ottenere interventi realmente efficaci. La policy suggerisce valutazioni di impatto di genere negli algoritmi e nei sistemi di moderazione, segnalazioni più accessibili per le molestie legate al corpo e responsabilità più chiare per le piattaforme quando si verificano pattern di violenza ricorrenti.

L’obiettivo è costruire ambienti digitali in cui l3 giovani possano esprimersi senza violenze, discriminazioni o pressioni legate al corpo.


Scarica la policy recommendation per approfondire le nostre proposte operative.

Elephant Talk - Policy recommendations

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