Volare al Parlamento Europeo a Bruxelles per raccontare cosa sta emergendo dal progetto Elephant Talk.
È successo lo scorso 26 di giugno dopo l’invito arrivato dalla commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere (FEMM), presieduta da Lina Gálves, sotto suggerimento della europarlamentare Benedetta Scuderi.
Non solo Maghweb in Parlamento ma anche tante altre realtà europee che hanno portato le testimonianze scaturite dal loro lavoro quotidiano, dai loro progetti: l’organizzazione slovacca Memo 98 che si occupa di monitoraggio dei crimini d’odio in ambito politico, con particolare focus sulle elezioni e l’hate speech online perpetrato soprattutto contro le candidate donne, la streamer twitch francese Ultiaa che ha portato la sua esperienza e messo in guardia dai possibili rischi dell’uso a scopi denigratori dell IA online, infine anche le esperte sul fenomeno della violenza di genere del gruppo GREVIO, nato in seno al Consiglio d’Europa.
L’esperienza portata da Maghweb nasce partendo dalla scientificità della raccolta dati portata avanti in Romania, Italia, Portogallo, Spagna, Croazia, Grecia e Slovenia che ha dimostrato come bodyshaming e violenza di genere in rete siano due fenomeni assolutamente trasversali e come l’educazione nelle scuole sia una, se non l’unica via certa, per prevenire questi fenomeni. In tal senso sono già più di 10 gli istituti scolastici coinvolti da Maghweb su Palermo e provincia con target che d’età 11-18.
Il follow up dell’incontro si terrà ad ottobre, sempre a Bruxelles, quando Maghweb presenterà i risultati finali del progetto ed una “policy recommendation” all3 europarlamentar3.
Elephant Talk, il progetto.