Cos’è il pavimento pelvico? Come possiamo prendercene cura?
Lo abbiamo chiesto alla nostra ostetrica attivista, Sara Landorno, che in questa intervista ci fornisce una serie di consigli sulle abitudini malsane alle quali siamo state abituat3 sin da piccol3 e che dovremmo provare a smantellare per preservare lo stato di salute della nostra pelvi.
Partiamo dalla base.
Il pavimento pelvico è una struttura composta da muscoli e fasce che si localizza nel bacino e serve a regolare una serie di funzioni fondamentali nella nostra vita: supporta la postura, sostenendo la parte alta del nostro corpo nonché gli organi pelvici (vescica, utero, retto); regola le escrezioni, urina e feci e ne garantisce la continenza. Ma soprattutto gioca un ruolo chiave nella sessualità (piacere, orgasmo, lubrificazione) e nella riproduzione, facilitando la gravidanza, il parto (per elasticità e spinta) e il recupero post-parto, attraverso contrazioni ritmiche e tonicità muscolare.
“Il pavimento pelvico è un po come un’altra faccia che abbiamo e che quindi porta tutta la nostra storia, conserva cicatrici fisiche e non solo” spiega Sara, per cui ogni pavimento pelvico ha bisogno di attenzioni differenti, poiché diversa è la sua storia e la sua composizione muscolare.
Per prendercene cura dovremmo innanzitutto conoscerlo noi, prima degli altri: osservarlo attraverso uno specchio può aiutarci a vederne la parte esterna, cioè i genitali esterni.
Dovremmo poi imparare ad ascoltarlo, ad esempio: capire se c’è lo stimolo di urinare e abituarsi a farlo solo se lo sentiamo, se c’è bisogno.
Essere capaci di prenderci cura di questa parte del nostro corpo da sol3 è un segno di autodeterminazione forte.
Qualora ci fossero dei campanelli di allarme, fare una valutazione del pavimento pelvico con unə ostetrica o unə. fisioterapista specializzatə in riabilitazione o rieducazione del pavimento pelvico, può essere d’aiuto.
I sintomi più comuni che possono far allarmare sono:
- dolori mestruali non giustificati con un riscontro di patologia da una visita ginecologica;
- dolori durante la penetrazione;
- stitichezza cronica quindi una difficoltà ad evacuare;
- ricorrenza di cistite;
- perdite urinarie (durante magari un uno starnuto o un colpo di tosse non si riesce a trattenere la pipì);
- dover urinare tante volte durante il giorno;
- non riuscire a sopportare pantaloni molto stretti;
- dolore durante il tocco o lo sfioramento di alcuni punti o della vulva in generale; qui si apre il capitolo vulvodinia, per cui, ad esempio, fare fatica a stare sedutə;
- Prolasso degli organi genitali ad esempio la fuoriuscita dell’utero in donne che hanno partorito molte volte, o il prolasso della vescica.
Avere un pavimento pelvico sano ci permette quindi non solo di mantenere i nostri organi genitali all’interno e contenuti, ma anche di evitare il dolore, di controllare i nostri bisogni e avere una sessualità molto più appagante e gratificante.
Progetto realizzato con i fondi Otto per mille della Chiesa Valdese