Continuiamo ad andare a scuola a fare attività di educazione sessuo-affettiva, questa volta con i docenti dell’Istituto Comprensivo “Rita Atria” Palermo.
Alla soglia delle vacanze scolastiche, nel momento in cui il Senato sceglie di approvare il ddl Valditara – che vieta nelle scuole dell’infanzia e primaria l’educazione affettiva e al consenso, e obbliga ad acquisire il consenso informato dei genitori nelle scuole medie e superiori – ribadiamo la necessità di non trasformare la conoscenza dei corpi, delle relazioni e del consenso in un terreno di paura.
L’educazione sessuo-affettiva non è un contenuto pericoloso da sorvegliare, ma uno strumento di prevenzione, consapevolezza e libertà. Significa dare parole alle esperienze, riconoscere i confini propri e altrui, imparare il consenso, nominare la violenza, comprendere il desiderio, costruire relazioni più giuste, rispettose e meno solitarie.
In un Paese in cui questi temi restano ancora troppo spesso affidati al silenzio, alla vergogna o alla disinformazione, restringere gli spazi educativi significa lasciare ragazze, ragazzi e giovani persone senza strumenti proprio nei luoghi in cui avrebbero più bisogno di ascolto, competenza e linguaggi accessibili.
Perché parlare di educazione sessuo-affettiva non vuol dire invadere la libertà delle famiglie, ma rafforzare una responsabilità collettiva: quella di costruire comunità più informate, più capaci di prevenire la violenza e più libere di riconoscere la complessità delle vite.
Alla strada del controllo, scegliamo quella della conoscenza.
Queer Code – “Finanziato dall’Unione Europea. I punti di vista e le opinioni espresse sono esclusivamente dell’autor3 e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione Europea o della COMMISSIONE EUROPEA, Direzione Generale Giustizia e Consumatori. Né l’Unione Europea né la DG JUST possono essere ritenuti responsabili”






