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“Non è più grande di un seme di zucca.
Eppure, quando lo tieni sul palmo della mano, sembra un battito del cuore.”

In una delle storie raccolte da STORM, è un minuscolo fermaglio per capelli a custodire il momento esatto in cui una bambina, arrivata in Italia e “unica studentessa straniera” della classe, smette di sentirsi esclusa. Un piccolo oggetto di plastica scanalata, donatole da un gruppo di compagne, segna per lei il momento della sua integrazione e si fa memoria. Resiste ai traslochi, al caos degli zaini e al disordine delle cose che sembrano troppo piccole per sopravvivere al tempo. Fino a diventare una delle cose più “pesanti” che la bambina abbia mai posseduto, perché porta con sé il peso della gentilezza incondizionata e il calore dell’amicizia.

STORM (Stories of Migrants | Learning Memories, Building Peace) è un archivio digitale e fisico dedicato alle migrazioni contemporanee verso l’Europa, costruito attraverso narrazioni personali, storie di vita, testimonianze orali e una selezione di oggetti quotidiani portati con sé, usati o conservati lungo il viaggio migratorio. È un progetto di ricerca della Sapienza Università di Roma, sviluppato nell’ambito di Civis – Europe’s Civic University Alliance, il consorzio di 11 università che promuove la cooperazione transnazionale nell’istruzione superiore, nella ricerca e nell’impegno civico. In questo quadro, STORM intreccia ricerca partecipativa, educazione e museologia per documentare e preservare le memorie delle persone che hanno vissuto percorsi migratori negli ultimi 35 anni.

I passaporti segnati dal viaggio, le fotografie di persone e luoghi lasciati indietro, i vestiti, i piccoli effetti personali, sono tutti oggetti al centro del racconto come prove materiali di biografie, archivi portatili o frammenti di casa. “L’archivio non è solamente uno strumento di preservazione e un meccanismo di diffusione, è un sistema di ordinazione per la produzione di conoscenza”. 1 Preservare e diffondere queste storie è un modo per opporsi al silenzio e alle ingiustizie, ma anche per sottrarre la migrazione al linguaggio dell’emergenza e della crisi permanente. Una modalità di racconto che riconosce la migrazione come una forza costitutiva della storia europea.

In questi anni siamo stati spesso spettatori di un racconto sulle migrazioni che ha oscillato dall’iper-visibilità, con immagini consumate fino all’anestesia, all’assenza quasi totale di narrazioni in prima persona. Nell’archivio di STORM la memoria emerge invece come processo collettivo e gli oggetti, in questo senso, scelti da chi ha deciso cosa condividere, come farlo e cosa lasciare che rimanesse un ricordo privato, sfuggendo alla retorica, restituiscono densità e concretezza alle esperienze vissute. “Uno sforzo collettivo – come si legge nel manifesto – di costruzione della memoria, dove il ricordo diventa un atto di pace. La metodologia STORM si fonda sulla coproduzione di conoscenza, piuttosto che sull’estrazione di informazioni. Tutti i contenuti prodotti sono concepiti come incontri e dialoghi tra soggetti con un background migratorio, permettendo alla memoria di emergere come costruzione collettiva piuttosto che come risorsa di cui appropriarsi”.

Il progetto è realizzato in partenariato con l’Università di Bucarest, e dialoga con scuole, ONG, associazioni di migranti, istituzioni culturali e realtà che lavorano ogni giorno sui temi della memoria, dell’accoglienza e dei diritti.

Dall’1 al 3 aprile STORM, insieme al suo sito-museo realizzato da Maghweb, è stato presentato a Bucarest nel corso di un workshop, una delle tappe di un percorso internazionale che porterà nei prossimi mesi alla diffusione pubblica dell’archivio e delle sue installazioni.

STORM è una rete aperta, in continua costruzione. Associazioni, realtà territoriali, collettivi, scuole, spazi culturali e organizzazioni possono contribuire alla crescita del progetto, mettendo in comune esperienze, relazioni, storie e pratiche. Entrare nella rete significa partecipare alla costruzione di uno spazio condiviso, capace di restituire complessità al fenomeno migratorio e di trasformarlo in un patrimonio vivo e collettivo. Per collaborare alla costruzione dell’archivio, scrivi a info@stormarchive.eu.

1. Gabriella Giannachi, Archiviare tutto. Una mappatura del quotidiano, p. 30