Sette anni di documentazione accanto alle persone senza dimora di Palermo, tra poli di accoglienza, strada e ricerca di una casa stabile.
Un racconto corale che indaga come si perde una dimora e quali possibilità restano per costruire la propria vita: disuguaglianze, legami spezzati e nuove relazioni, diritti incerti e desideri che continuano a prendere forma.
Il documentario
Trovare una casa e riuscire a mantenerla sono due conquiste diverse. Tra l’una e l’altra possono esserci un lavoro senza contratto, un sostegno economico che si interrompe, un affitto che diventa insostenibile.
Le riprese, iniziate nel 2023, seguono nel tempo le decisioni delle persone, i cambiamenti delle loro condizioni di vita e le conseguenze di eventi sui quali spesso hanno un margine di controllo limitato. Lo stile osservazionale costruisce un’indagine sottile nella quotidianità, lasciando emergere la complessità di ogni percorso.
La regia è di Sofia Calderone, parte del gruppo di Maghweb.
Sinossi
Marco è un assistente sociale e il referente a Palermo della rilevazione sulle persone senza dimora promossa dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) con la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora (fio.PSD). Il 26 gennaio 2026 percorre le strade della città per contare persone che conosce singolarmente, nome per nome.
Daniela, madre e sopravvissuta alla violenza domestica e a un tentato femminicidio, passa dalla strada al dormitorio, fino a trovare una casa grazie al lavoro di rete delle organizzazioni palermitane che accompagnano le persone senza dimora.
Partecipa al corso di teatro promosso dalla Fondazione Don Calabria ed entra nella Compagnia dei Senza, composta interamente da persone senza dimora che vivono nelle strutture di accoglienza. Mentre si preparano alla prima dello spettacolo, alcune persone abbandonano la compagnia facendo perdere le proprie tracce, altre entrano a farne parte. Il corso di teatro diventa un luogo in cui raccontarsi e costruire relazioni, portando le proprie esperienze davanti a un pubblico.
Daniela cerca di aiutare Liboria e Nicola, anche loro attori della compagnia, a trovare una casa in affitto. L’emergenza abitativa e l’assenza di un lavoro regolare impediscono loro di offrire le garanzie richieste dai proprietari.
Valutano altre possibilità: occupare stabili abbandonati, chiedere al Comune l’assegnazione di un immobile per tutta la compagnia oppure tornare a vivere in strada.
Daniela percepisce l’Assegno di inclusione (ADI) e svolge lavori non regolarizzati. Quando il sostegno economico non viene rinnovato, non riesce più a pagare l’affitto e il proprietario le impone di lasciare l’alloggio.
Per evitare che torni in strada, le organizzazioni la aiutano a trovare accoglienza in dormitorio, poi un lavoro e una nuova casa.
Nel frattempo gli spettacoli proseguono, fino al debutto a Verona. La compagnia parte per il Veneto, dove Nevena, l’attrice più anziana del gruppo, cerca di raggiungere la Serbia per visitare la tomba del marito. Non potrà partire perché la sua situazione documentale non glielo consente, nonostante viva in Italia da trent’anni.
Le testimonianze delle persone protagoniste, soprattutto donne, restituiscono le molteplici ragioni della perdita di una dimora e il rapporto tra condizioni materiali, legami affettivi e possibilità di autonomia.



Un’indagine sottile nella quotidianità
Lo stile osservazionale permette di seguire persone di età e provenienze diverse mentre cambiano le loro condizioni di vita, prendono decisioni e affrontano le conseguenze di eventi sui quali spesso hanno un margine di controllo limitato. Le testimonianze, soprattutto femminili, restituiscono l’eterogeneità di un fenomeno stigmatizzato, lasciando emergere desideri, sogni e contraddizioni accanto alle difficoltà materiali.
La perdita dei legami affettivi è un filo ricorrente che unisce molti dei percorsi raccontati. Alla precarietà economica e abitativa si intrecciano la violenza, la solitudine, una fiducia negli altri che si sgretola e la fatica di trovare sostegno.
Perdere la propria dimora può accadere anche dopo aver costruito una vita apparentemente stabile. Il documentario osserva quanto sia complesso ricostruire un’autonomia duratura, anche quando si dispone di un posto dove dormire. Le storie mettono in discussione lo stigma che attribuisce alla povertà una colpa individuale e interrogano le condizioni concrete necessarie per poter decidere della propria vita.
La questione abitativa a Palermo e in Italia
Le esperienze raccontate si confrontano con un mercato più oneroso. Secondo idealista, a settembre 2026 i prezzi richiesti negli annunci di affitto a Palermo erano cresciuti del 4,8% rispetto all’anno precedente.
Sul piano nazionale, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) rileva che nel 2025 il 20,9% delle famiglie in affitto era in povertà assoluta, contro il 4,5% delle famiglie proprietarie dell’abitazione. Un divario che mostra quanto la condizione abitativa sia legata alla vulnerabilità economica.
A Palermo, il conteggio promosso da Istat con la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora ha rilevato, nella notte del 26 gennaio 2026, 611 persone maggiorenni senza dimora: 182 in strada o in sistemazioni di fortuna e 429 nelle strutture di accoglienza notturna. La rilevazione comprende dunque anche chi dispone di ospitalità temporanea, restando privo di un’abitazione autonoma.
Il teatro e la compagnia
A intrecciare molti dei percorsi raccontati è la Compagnia dei Senza, nata dal laboratorio teatrale promosso dalla Fondazione Don Calabria per il Sociale e arrivata a esibirsi a Verona.
Nelle prove e negli spettacoli le differenze diventano parte di un progetto condiviso, attraversato da nuovi ingressi, abbandoni e responsabilità reciproche. Il lavoro teatrale entra nel documentario come parte della vita delle persone protagoniste e come spazio di partecipazione culturale: prendere parola, essere riconosciuti e costruire appartenenza.
Il film racconta anche il lavoro quotidiano delle organizzazioni palermitane. Condividere luoghi e tempo permette di conoscere i bisogni e le risorse delle persone, mantenendo la relazione anche quando un percorso si interrompe. Questa continuità dell’accompagnamento incontra una questione che riguarda le politiche abitative e sociali: rendere stabili le condizioni necessarie all’autonomia.
Crediti
Regia e montaggio
Sofia Calderone
Direzione di produzione
Vincenzo Allotta
Musiche originali
Vincenzo Castellana
Montaggio del suono
Alessandro D’India
Correzione colore
Sonia Bouslama
Produzione
Maghweb
Prendi questa mano è realizzato in seno al progetto HOPE che vede come capofila in partenariato con la Fondazione Don Calabria per il Sociale ed è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Alla realizzazione hanno collaborato i poli di accoglienza di Palermo gestiti dalla Fondazione Don Calabria, dal Centro Diaconale La Noce, dalla Cooperativa La Panormitana e dalla Fondazione San Giuseppe dei Falegnami. HOPE promuove partecipazione, autonomia e inclusione attraverso percorsi educativi, laboratori, orientamento al lavoro, sostegno psicologico e accompagnamento familiare. Coinvolge adolescenti, persone senza dimora, persone con disabilità o dipendenze e famiglie in condizioni di vulnerabilità, valorizzandone capacità e protagonismo.

Progetto finanziato da Ministero del lavoro e delle politiche sociali, annualità 2024, Fondo per il finanziamento
di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore di cui all’art. 72 del decreto legislativo n.117/2017.