Stupore, condivisione, scoperta.
Siamo state nella villa Florio di Favignana, durante gli eventi di avvicinamento all’ Egadi Pride, accogliendo felicemente l’invito dell’organizzazione che si batte per parlare di libertà dei corpi, di sessualità e non conformità in aree remote, come le isole Egadi che circondano la punta nord orientale della nostra regione.
Favignana è sicuramente un paese noto, meraviglioso e colmo di turist3 e villeggianti, ma l3 abitanti (4.500) che la vivono tutte le stagioni sanno quanto possa essere difficile parlare di tematiche quali la salute sessuale, il piacere, la contraccezione, l’intersessualità e il diritto all’aborto.
Quest’ultimo, come in tutte (sì , proprio tutte) le altre isole che circondano la Sicilia, viene negato, insieme ad altri servizi che non vengono offerti nei piccoli centri, dove mancano le strutture.
Con riguardo alle isole Egadi, l3 abitanti che intendono ricorrere all’ IVG, potrebbero reputarsi “fortunate” rispetto all3 altr3 isolan3 (ad es. lampedusan3) perché spostarsi a Trapani dove è possibile ricorrere all’ IVG richiede poco più di mezz’ora di navigata. Il problema sorge quando non vengono date le informazioni dagli ospedali, né sui siti web, né al CUP per obiezione di coscienza avanzata persino al telefono.
Dalla nostra mappatura possiamo confermare che a Trapani solo in un ospedale ( S. Antonio Abate)
solo 1 giorno a settimana (il martedì mattina, dalle 8 alle 13) fanno sia IVG farmacologica che chirurgica.
Abbiamo avuto modo di discutere anche di questioni e problematiche legate alla sanità, al territorio e alle aree remote con le persone che si sono fermate a chiaccherare con noi e ringraziamento enormemente lo staff dell’Egadi Pride soprattutto per aver creato diverse situazioni di incontro politico, oltre che di festa.
Grazie all’ Otto per Mille Valdese che sostiene le nostre attività itineranti








