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La carenza di igiene nel periodo mestruale è una delle maggiori cause di malattie e di disagio psico-sociale per le donne in moltissimi paesi del mondo. Spesso ritenute ‘impure’ in quei giorni, vengono obbligate a restare in casa, perdendo giorni di scuola o di lavoro e percependosi di conseguenza come ‘sbagliate’ e inadatte alla vita sociale. In vaste aree del mondo, l’indigenza unita alle carenze sanitarie nei luoghi pubblici e di formazione, l’utilizzo di tecniche e prassi non adatte, il pregiudizio culturale e la pressoché totale ignoranza dell’anatomia umana mettono le donne in serio pericolo, le escludono e le stigmatizzano. Per tantissime di loro, questa condizione indotte equivale a vivere un disagio fisico, sociale e psicologico che influenza il sano e naturale svolgimento della loro vita.

Secondo i dati diffusi dalla campagna internazionale Menstravaganza, in India il 66% delle scuole primarie non posseggono servizi igienici che funzionino adeguatamente, in Sierra Leone le ragazze durante il periodo mestruale siedono relegate in fondo all’aula per timore di produrre odori o avere perdite imbarazzanti. In Uganda la metà delle studentesse perde fino a 24 giorni di scuola all’anno con conseguenti deficit educativi, oppure che il 48%  delle ragazze in Iran crede che le mestruazioni siano una malattia incurabile.

Infografica tratta dalla Campagna "Menstravaganza"
Infografica tratta dalla Campagna “Menstravaganza”

Oltre ad annientare diritti umani basilari lo scorretto approccio all’igiene mestruale colpisce violentemente anche l’ambiente, generando nel medio e lungo termine un elevatissimo impatto inquinante. Si è stimato che una donna occidentale, in media, consuma 11’000 (!!) assorbenti nell’arco della sua vita, dato che diventa ancor più inquietante se viene moltiplicato per il centinaio di anni che necessitano questi prodotti per biodegradarsi. In molte parti del mondo, dove la gestione dei rifiuti è ancora molto approssimativa, i prodotti per l’igiene mestruale vengono gettati per strada, causando spesso focolai di infettività e seri problemi alla salute collettiva.

Per queste ragioni, l’Associazione METE (Multiculturalism, Earth, Territory, Education), giovane realtà nata e operante a Palermo da un anno ha lanciato una campagna di sensibilizzazione dall’esplicito titolo “Ho le mestruazioni, non è una vergogna”, che mira a sensibilizzare sull’argomento e a raccogliere fondi che serviranno per l’acquisto di coppette mestruali da destinare all’Ospedale di Ziga Sanaba in Banwa (Provincia del Burkina Faso).

“In alcuni Paesi al mondo, in Africa in particolare, le mestruazioni vengono vissute come un tabù, negando il diritto ai processi naturali della Vita. La povertà socio-economica impedisce l’acquisto di assorbenti, comportando l’allontanamento da contesti scolastici e di lavoro – spiega la Presidente di Mete, Giorgia Butera – L’impegno umanitario nasce dalla collaborazione con Abibata Konate, conosciuta come Maman Africa, infatti, ciò che raccoglieremo entro la fine di Novembre sarà utilizzato per l’acquisto delle coppette mestruali e tutto il materiale sarà consegnato ad Abibata. Sarà lei stessa a portarlo in Burkina Faso. La raccolta proseguirà anche successivamente, ritenendolo un impegno umanitario fondamentale”.

Per sostenere la campagna ed effettuare donazioni:

Dona Subito

oppure attraverso bonifico a:

METE ONLUS – Credem Ag. 8 – Palermo

IBAN IT 63V0303204654010000001555

C/C 00753/010/000001555-2

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