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Mentre nuove generazioni tornano a riempire le piazze europee, il dibattito pubblico si concentra sugli scontri più che sulle rivendicazioni. Le ragioni della protesta finiscono così in secondo piano, oscurate da una narrazione che riconduce il dissenso a una questione di ordine pubblico, senza offrire gli strumenti per comprendere le istanze di giovani che si mobilitano contro la marginalità e le disuguaglianze che attraversano le loro vite.

Ne abbiamo parlato ieri sera durante “Brucia ancora – Storie di ordinaria resistenza”, la serata organizzata insieme a Corrente Cinema, mettendo a confronto due momenti della storia europea: le speranze del movimento no-global e la repressione del G8 del 2001, raccontate nel film “Don Vitaliano” (di Paolo Pisanelli), e la criminalizzazione dell’antifascismo nell’Europa contemporanea, attraverso “The Trials” (di Marta Massa), che segue la vicenda di Maja T., attivista non binary al centro di un procedimento giudiziario in Ungheria.

A muovere gli interventi della serata sono stati i tanti interrogativi su come si possa costruire il racconto del dissenso, su quali voci trovano spazio e su quali vengono marginalizzate o escluse. E sulla necessità di recuperare strumenti critici per interpretare le piazze, ascoltare le ragioni di chi le attraversa e comprendere le condizioni sociali e politiche da cui nascono le proteste.

Grazie a Corrente Cinema per averci dato l’opportunità di conoscere i lavori di Marta Massa e Paolo Pisanelli

L’iniziativa è parte del programma di attività di “Crossroads”, un progetto di partecipazione giovanile sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Gioventù ideato da Maghweb insieme a un gruppo di giovani lettori e lettrici utenti della Biblioteca Non è un Veleno, aperta da Maghweb nel 2022.