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«La cosa straordinaria del fumetto è la sua capacità di dare forma visibile a ciò che esiste solo nella mente. Per me è stato un modo per trasformare rabbia e dolore in qualcosa di tangibile, che potesse farci stare bene tutte», scrive Percy Bertolini, fumettista, ospite a Palermo per raccontare la sua trilogia Scuola di Butch.

Un’occasione per condividere storie ed esperienze, dando vita a un racconto corale di percorsi individuali che esprimono un sentire comune, confluiti in una battaglia collettiva, facendoci sentire a casa.

Prima della presentazione del volume, un cerchio di parola ha preso forma attorno all’ascolto di estratti dal podcast This Must Be The Place: un viaggio sonoro tra Barcellona, Palermo e Atene che amplifica le lotte delle donne e delle soggettività LGBTQIA+. Un metodo che ha permesso di scambiare strumenti ed esperienze trasformative dello spazio pubblico, ridisegnando i margini e riportandoli al centro della lotta per uno spazio realmente di tutt3.

Insieme alla comunità del territorio, che si batte per ridisegnare gli spazi in chiave transfemminista, abbiamo re-immaginato il concetto di città, luogo e casa, interrogandoci su come renderli accoglienti, empatici, non giudicanti.

Abbiamo condiviso storie di amore e rabbia, le stesse che le comunità ai margini portano con sé per rivendicare i diritti calpestati e immaginare quelli ancora da scrivere.

Ascolto, parole, sogni e idee hanno tracciato utopie. Perché immaginare mondi altri è un atto necessario, una forma di resistenza. Lo insegna Scuola di Butch, racconto a fumetti utopico e distopico, che dà voce a tutte quelle soggettività escluse da una società dove il potere è ancora concentrato nelle mani di pochi: uomini bianchi, cisgender, con corpi conformi e abili.

La storia inizia dall’infanzia, da quello sguardo sul mondo che può cambiare se, fin da subito, esistessero spazi di ascolto e condivisione di saperi, anziché imposizioni.

Percy rende accessibile la complessità delle comunità queer, raccontando rivoluzioni già in atto. Il fumetto è una dedica d’amore alla comunità queer lesbica, alla libertà di rinascere in forme scelte. È anche per chi non c’è più.

«Spazi sconfinati per tracciare utopie» è un monito per tutt3, che ci ricorda di non perdere mai di vista la potenza collettiva che le nostre comunità sono capaci di generare, la lotta comune a tutte le parti nell’immaginare e costruire mondi altri, possibili, liberi.

L’iniziativa è parte delle azioni di #Thismustbetheplace, progetto di educazione per l3 adult3 e per l’inclusione delle donne e delle soggettività LGBTQIA+ nello spazio pubblico realizzato con il sostegno dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE nell’ambito del programma “Cooperation Partnerships in Adult Education”.