Un racconto dalla Colombia: il realismo magico di Medellín

Di Maurilia Rinciari – Sono trascorsi poco meno di venti giorni dal mio arrivo a Medellín, eppure la sensazione più frequente è che il primo ingresso nella casetta di Ciudadella Sevilla, la prima volta che i miei occhi si sono posati sulle migliaia di luci che illuminano le montagne fuori dalla mia finestra e la prima passeggiata a ritmo sostenuto per raggiungere la sede di Amiga Joven nel barrio Lovaina siano avvenuti mesi fa.

Tutto questo è merito del realismo magico di Medellin, del susseguirsi continuo di immagini ed emozioni incredibili che, poco alla volta, finiscono per essere percepite come normali da chiunque viva qui. Ci si abitua, giorno dopo giorno, agli occhi arresi dei nadie rannicchiati sui marciapiedi che trovano la forza di tirarsi su soltanto per raccattare bottiglie di plastica da scambiare per pochi pesos, alla naturalezza con cui gli abitanti della città parlano della violenza che solo qualche anno fa toglieva loro il sonno e che tuttavia continua ancora oggi ad aleggiare per la calle, ma anche ai sorrisi che la gente sconosciuta regala incrociando il tuo sguardo, ai mille differenti odori e sapori, alla musica.

  

Il peso di un passato burrascoso e fin troppo presente trapela dai mattoncini rossi di ogni abitazione, dalle ringhiere che proteggono le entrate delle case ma, in un modo del tutto inimmaginabile e fantastico, il rosso del sangue e il grigio del dubbio sul domani, spariscono davanti al verde, al blu, al viola e ai mille altri brillanti colori dell’attivismo e della resilienza, della gioia di vivere e della speranza di un popolo che, fin troppo abituato al male, sembra desiderare un mondo diverso e migliore.

È proprio in questo scenario che sorgono tantissime iniziative culturali (come l’incredibile Fiesta del Libro y la Cultura) e che operano corporaciònes (che, grazie ad Amiga Joven, abbiamo avuto modo di conoscere), composte da persone piene di ideali e coraggio che impiegano le loro energie, tra le altre cose, nel comunicare in modo giocoso ai bambini cosa non va nella parte brutta del mondo e come rifugiarsi in quella bella e insegnano alle donne, con attività che assomigliano più ad abbracci, che esistono alternative alla vita a cui sembravano essere destinate.