Pollina e la street art: giovani europei per la rigenerazione urbana

Il clima è perfetto, l’accoglienza straordinaria, Pollina è uno sfondo da favola. La street art da cultura underground diventa sempre più strumento di rigenerazione urbana e si diffonde anche per le strade del piccolo comune nel Parco delle Madonie. Dopo la prima edizione realizzata nel comune di Godrano, nel territorio della Riserva di Ficuzza, parte ufficialmente Hit the wall – Chapter II, tra bombolette colorate, pennelli e una parete da dipingere.

Per sette giorni l’associazione Maghweb con sede a Palermo coinvolgerà in uno scambio internazionale 28 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 26 anni provenienti da diverse città europee. Il progetto di mobilità giovanile,  sostenuto dal Programma Erasmus+ e dall’ANG – Agenzia Nazionale Giovani,  si propone di stimolare la partecipazione attiva dei giovani alla società e favorire il dialogo tra ragazzi provenienti da culture e paesi diversi attraverso la street art. La particolare forma di comunicazione ed espressione artistica è infatti un mezzo potente per intercettare interessi e bisogni delle nuove generazioni, e un valido strumento per stimolare il loro dinamismo in stretto rapporto con l’ambiente circostante. Ma è anche mezzo di partecipazione attiva alla vita sociale e metodologia dalla quale partire per promuovere il dialogo interculturale e lo scambio di esperienze tra giovani. Pollina si fa teatro di intercultura e arte di strada, centro nevralgico delle attività che hanno come protagonisti giovani provenienti da Italia, Spagna, Polonia e Romania.

I partecipanti sono coinvolti giornalmente in attività non formali, laboratori e workshop, durante i quali condividono conoscenze e buone pratiche sui temi della Street art e dell’intervento sociale e acquisiscono conoscenze su queste forme di linguaggio artistico. 

“Hit The Wall è una delle pratiche a cui il team di Maghweb è molto affezionato – spiega il presidente dell’associazione Gabriele Tramontana. Il progetto ha un impatto molto forte sul territorio, per la sua concretezza e visibilità. Lasciamo una traccia, un murales, che è un’opera d’arte studiata, ricercata e condivisa con cittadini e amministratori locali, in linea con i loro valori. Siamo felici che il comune di Pollina ci abbia ospitati in questa seconda edizione. Abbiamo avuto la fortuna di trovare un’amministrazione presente e disponibile a collaborare, questo tipo di affinità ci ha dato testimonianza di come una buona co-progettazione, quanto più possibile orizzontale e mai calata dall’alto, sia fondamentale per un certo tipo di azione sociale a livello territoriale”.