PASSepartout, una chiave per prevenire e contrastare la dispersione scolastica

🔑 È partito PASSepartout, il progetto contro la povertà educativa sostenuto dall’impresa sociale Con i Bambini, che vedrà coinvolte quattro scuole del comune di Palermo e un ampio partenariato guidato dall’Associazione ISI onlus

Diamo il via ad un nuovo racconto che ci porterà a conoscere ragazzi e insegnanti delle scuole palermitane dei quartieri Villagrazia-Falsomiele, Borgo Nuovo e Tommaso Natale.

Abbiamo incontrato quelli che, moralmente, rappresentano i capofila di una comunità educante che ogni giorno si scontra con i più svariati problemi: i dirigenti scolastici.

Sabina Minardi dirige l’Istituto Comprensivo Russo-Raciti, nel quartiere Borgo Nuovo, uno dei più complessi del Comune di Palermo: “una realtà periferica particolarmente difficile – racconta -, spesso abbandonata sia a livello di edilizia che di servizi sociali”. Un quartiere nel quale i tassi di disoccupazione sono alti e le diseguaglianze molto più accentuate, e dove gli abitanti, quando si spostano verso il centro città, dicono: “Andiamo a Palermo”. Ma “Borgo Nuovo è Palermo, Borgo Nuovo è il mondo…”, lo ricorda spesso ai suoi studenti Rosaria Inguanta, altra preside in trincea, da circa sei anni alla guida di uno degli istituti d’istruzione più grandi e accoglienti a Borgo Nuovo, l’IISS Ernesto Ascione. Nella sua scuola si formano futuri odontotecnici e ottici, ma prima di dedicarsi alle materie d’indirizzo gli insegnanti devono tentare di destrutturare il senso di sfiducia diffuso nei loro ragazzi, “perché – riflette la Inguanta – sono le catene mentali che limitano loro la possibilità di andare oltre”. E poi c’è Vincenza Muratore, dirigente scolastico al Mattarella-Bonagia, istituto da 1600 studenti nell’omonimo quartiere periferico di Bonagia, poco differente da Borgo Nuovo per problematiche e marginalità: “Spesso chi abita o lavora in periferia vive un senso di profonda solitudine e frustrazione – dice la preside -. Dobbiamo garantire ai bambini un percorso che consenta loro di sperimentarsi come cittadini consapevoli e la capacità di poter continuare a sognare”.

Donne capofila di una comunità educante che deve stimolare la vera rinascita sociale e culturale di queste scuole alla periferia di Palermo, per offrire ai ragazzi nuove opportunità educative.