La vita pericolosa dei minatori bambini

Abdul Haruna, 14 anni, è uno dei tanti bambini che lavorano in miera. Qui mentre si lava in acqua dopo uuna giornata di lavoro a luglio - foto di Matjaz Krivic

Abdul Haruna, 14 anni, è uno dei tanti bambini che lavorano in miniera. Qui mentre lava via la polvere dopo una giornata di lavoro a luglio – foto di Matjaz Krivic

Per 3 anni il fotografo Matjaz Krivic ha documentato la vita dei minatori bambini nel villaggio di Bani, in Burkina Faso.

Quando negli ultimi anni il prezzo dell’oro ha iniziato a scendere, i bambini di questo villaggio hanno fatto lo stesso: hanno scavato sempre più in profondità, rischiando le loro giovani vite per estrarre sempre più metallo prezioso.

La prima volta che Matjaz Krivic visitò Bani, nel 2012, i ragazzini scavavano la miniera ad una profondità di due o tre piani. Il prezzo dell’oro, in quel periodo, era di 1.650 dollari all’oncia, un piccolo vantaggio per il Burkina Faso, una nazione da 17 milioni di abitanti piagata dalla siccità.  Quando il fotografo sloveno ritornò a Bani quest’anno, l’oro era però quotato a 1.100 dollari l’oncia. La conseguenza? Circa 15mila minatori, un terzo dei quali bambini, devono scavare sempre più in fondo per guadagnare la loro paga giornaliera.

Hanno così iniziato a lavorare fino a 20 piani di profondità, in buchi spesso larghi quanto un uomo. E’ un lavoro pericoloso, Krivic ricorda quando un amico lo prese per mano e lo portò sul bordo di una cava.

“Vieni con me” disse Isa Boukare avvicinandosi ad alcune buche colme d’acqua.

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