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Il team di Jugend Rettet ( da jugendrettet.org)
Il team di Jugend Rettet (da jugendrettet.org)

Noi di Maghweb vi abbiamo già parlato ampiamente del progetto SOS Méditerranée e della sua missione nel Canale di Sicilia impegnata nel salvataggio di numerosi migranti. Ora è il turno di Jugend Retten.

Nove ragazzi tedeschi, infatti, hanno pensato di raccogliere fondi per acquistare una nave e per andare a salvare i migranti nel Mediterraneo.

Un’idea sicuramente ambiziosa ma non campata in aria. Grazie ad un’intensa campagna di crowfunding i ragazzi hanno raccolto ben 300 mila euro e presto la barca sarà pronta per compiere la prima missione.

L’iniziativa parte dall’associazione Jugend Rettet, fondata da due giovanissimi ragazzi tedeschi, Jakob Schoen e Lena Waldhoff, rispettivamente di 20 e 23 anni. L’idea di fondo è quella di fare qualcosa di concreto per affrontare l’emergenza migranti e che non si fermi ad un’operazione una tantum, ma che crei una vera e propria rete sociale tra ragazzi europei per discutere delle problematiche inerenti le migrazioni, affrontando  il tema del soccorso in mare e delle richieste di asilo.

Inoltre si vuole sottolineare, a detta proprio di JaKob,  come un gruppo di ragazzi riesca a fare di più di quanto non facciano interi Governi, che dovrebbero occuparsi seriamente del problema.

Sul sito dell’associazione viene illustrato nei dettagli l’intero progetto. Il sito, soltanto in lingua tedesca, è consultabile al link https://jugendrettet.org/.

Il peschereccio usato da Jugend Rettet
Il peschereccio usato da Jugend Rettet

Il primo passo è stato compiuto un anno fa, nel giugno 2015, pensando alle stragi di migranti sulle rotte del Mediterraneo. I numeri dell’anno precedente erano (e sono) davvero emblematici del problema che si va ad affrontare: nel 2014 almeno 3500 persone non sono sopravvissute al viaggio in cerca di condizioni di vita migliori in Europa. In realtà, è bene ricordarlo, potrebbero essere molte di più, perché una stima esatta delle vittime di naufragi è impossibile farla.

Da qui, dal senso di impotenza di fronte a un dramma senza precedenti, e dalla sensazione che l’Europa stia voltando lo sguardo dall’alta parte, arriva la spinta. Nasce l’idea di mettersi in gioco in prima persona, e recuperare una nave per aiutare i richiedenti asilo che si trovano in mezzo al mare. Così la squadra di ragazzi comincia a studiare per verificare la fattibilità, e prende contatti con organizzazioni come Greenpeace, che già hanno portato avanti esperienze di questo tipo anche se per scopi diversi, per avere consigli pratici su come fare.

Il progetto è ben fatto e ben concepito, e in pochi mesi arrivano adesioni, proposte di collaborazione, piccole e grandi donazioni.

La nave scelta è un ex peschereccio olandese, modificato in modo da poter ospitare un centinaio di persone. La barca è stata inoltre equipaggiata per le operazioni di salvataggio che dovrà portare a termine è infatti dotata di scialuppe, giubbotti salvagente e serbatoi di acqua dolce, per soccorrere chi si trova in stato di disidratazione. A bordo ci sarà una squadra di professionisti composta medici, skipper e altri operatori, aiutati da volontari. In tutto sarà presente un equipaggio di dieci persone su turni bisettimanali.

Proprio in questi giorni è prevista la partenza della nave di Jugend Retten, non possiamo che fare un grosso in bocca al lupo a questi coraggiosi e volenterosi ragazzi.