Funkino, il corto d’animazione sul mondo del lavoro visto dai migranti

C’è tempo fino al 20 settembre per sostenere la raccolta fondi online e diventare produttori di Funkino, il corto d’animazione che affronta il tema del mondo del lavoro. Il cortometraggio sarà frutto di un processo di scrittura partecipata nella quale si cimenteranno un gruppo di giovani richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale, affiancati da un team di professionisti provenienti da diversi settori creativi: il cinema, il teatro, la scrittura creativa, l’illustrazione e l’animazione. Il soggetto cinematografico nascerà dagli spunti narrativi e dal lavoro laboratoriale e di formazione che coinvolgerà 15 ragazzi migranti che daranno vita allo storyboard da cui prenderà forma poi il corto animato. Il prodotto finale verrà presentato nell’ambito di festival cinematografici nazionali e internazionali e successivamente utilizzato come strumento didattico all’interno dei programmi formativi che portiamo avanti sul territorio.

A fine percorso verrà realizzato un concorso di idee che premierà uno dei partecipanti con una borsa lavoro per collaborare con il team di Zabbara, associazione ideatrice del progetto.

L’idea progettuale di un cartone animato realizzato da richiedenti asilo è tra le 15 che si propongono di promuovere la sostenibilità e la cittadinanza attiva selezionate dal bando IMPATTO+ di Banca Etica, in crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso: “Abbiamo accolto la sfida lanciata da Banca Etica di affidare il progetto a una campagna di crowdfunding chiedendo alle persone di contribuire alla realizzazione di Funkino diventandone produttori dal basso” – spiegano gli ideatori -. Il valore aggiunto del progetto consiste proprio nella costruzione di una rete di sostenitori coraggiosi, creativi e sognatori che speriamo di poter conoscere anche fuori dal web. Tra i premi pensati per i sostenitori c’è infatti anche un fine settimana da trascorrere qui con noi, nelle nostre strutture, ospiti del progetto”.

Funkino si propone di avviare a Palermo la sperimentazione di un approccio partecipativo alla produzione culturale e stimolare un dibattito pubblico sul ruolo del lavoro nei percorsi di inclusione, per dare voce a una questione di vitale importanza, l’accoglienza dei migranti, ponendo l’accento su un’esigenza concreta, quella del lavoro. “Attraverso Funkino vorremmo parlare di lavoro per il miglioramento del sistema di accoglienza in Italia e per l’emancipazione dallo stesso. Per non veder vanificati i percorsi già intrapresi in questo senso e per crearne di nuovi; per prospettare una vita dignitosa nel Paese contro la logica dello sfruttamento, del lavoro sommerso, del malaffare, della richiesta di forza lavoro dequalificata”. Funkino vuole restituire dignità al lavoro stesso, recuperandone il senso di attività attraverso il quale l’individuo realizza i propri sogni e aprire un capitolo sul lavoro culturale in Italia, estromesso dai percorsi di inclusione lavorativa e pieno di ostacoli al suo accesso.

L’associazione culturale Zabbara, impegnata a Palermo nella promozione di produzioni audiovisive caratterizzate dall’utilizzo di nuove formule espressive e da un forte impegno sociale e per i diritti umani, è nata nel 2014 con la produzione del lungometraggio che ha fatto scoprire al pubblico europeo la realtà dei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) in Italia, “EU 013 L’ULTIMA FRONTIERA”. Nel tempo – e a fronte del moltiplicarsi delle voci sulla questione delle migrazioni – i componenti di Zabbara si sono messi alla ricerca di nuovi orizzonti narrativi e partecipativi per affrontare tematiche di vitale importanza per le società del Mediterraneo: pace, dialogo tra i popoli, migrazioni, diritto alla cittadinanza, costruzione di società plurali. Questa ricerca li ha portati a concepire nuovi lavori, fra cui Funkino, attraverso il quale dare una scossa alle narrazioni dominanti sul tema delle migrazioni usando la creatività e riuscendo al contempo a stimolare dei percorsi di inclusione reali e concreti per giovani migranti arrivati a Palermo.