Amunì: quando il teatro sociale diventa espressione di sé

di Emilia Esini
Qualche settimana fa vi avevamo parlato del progetto Amunì, vincitore del bando MirgArti 2017 e 2018, che ha dato vita a una compagnia teatrale multietnica, formata da ragazzi di origine diversa, accomunati dal loro passato di migrazione e dalla passione per il teatro. Oggi vogliamo raccontarvi l’esperienza di Hajar e Bandiougou, due ragazzi che hanno partecipato al progetto sin dall’anno scorso e che saranno i protagonisti di Volver, lo spettacolo che debutterà a luglio presso lo Spazio Franco, il laboratorio permanente per la creazione contemporanea inaugurato lo scorso marzo negli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa.

Il progetto, nato del 2017, ha coinvolto ragazzi con una limitata esperienza nel teatro o che addirittura non avevano mai recitato prima. Per Hajar salire sul palco, mettersi a nudo davanti a tutti, non è stato facile: “La mia difficoltà più grande è stata quella di espormi, di entrare nel personaggio”.

Ma il laboratorio teatrale ha dato a questi ragazzi la possibilità di esplorare il proprio io e di imparare dai personaggi interpretati, rendendoli più sicuri di sé: “Il teatro per me è stato molto importante – racconta Hajar – ho scoperto delle potenzialità che non conoscevo e questo mi ha reso più sicura di me. Ora se vedo qualcosa che non mi piace o penso che qualcuno sbagli nei miei confronti riesco ad impormi.”

Esercizi di recitazione, certo, ma anche di coordinazione, di ascolto del proprio corpo e degli altri: “Il laboratorio mi dà tante cose, grazie al teatro sto imparando molto. Per esempio, sto imparando delle cose anche sul mio stesso corpo, a sentirlo, a sentire la mia interiorità e dare queste emozioni agli altri”- ci spiega Bandiougou, giunto in Italia dal Mali nel 2016, che ha, anche grazie al laboratorio teatrale, imparato l’italiano tanto rapidamente da guadagnarsi un ruolo importante già nello spettacolo “Il rispetto di una puttana”, che ha debuttato un anno fa.

Esperienze diverse che si sono intrecciate grazie ad Amunì, e hanno dato vita a una realtà sociale coesa, a un gruppo di persone disposto a lavorare insieme, che ha imparato a costruire delle relazioni sociali grazie al teatro, come ci racconta ancora Bandiougou: “All’inizio del progetto eravamo separati l’uno dall’altro. Nel corso del tempo abbiamo sviluppato più complicità tra di noi”.

Abbiamo chiesto ad Hajar e Bandiougou quale sia la soddisfazione più grande che hanno provato nel partecipare al progetto ed entrambi ci hanno risposto la stessa cosa: “Quando dopo lo spettacolo le persone si fermano per ringraziarci per le emozioni che abbiamo regalato loro. Quella è una grande soddisfazione – dicono – perché pur non conoscendo quella persona, alla fine dello spettacolo si avvicina e dice: “Bravissimi, mi avete fatto emozionare!”. Allo spettacolo Volver mancano ancora moltissime sessioni di prove, e una dura preparazione. Non ci resta che augurare buon lavoro a questi ragazzi, in attesa di vederli sul palco dello Spazio Franco il prossimo 5 luglio.