Maghweb per Corporación Amiga Joven: l’intervista alla coordinatrice

Consegna1Il 25 Novembre è Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, e per il secondo anno consecutivo Maghweb propone #Adessohairotto!, una campagna di sensibilizzazione e di riflessione condivisa sul fenomeno. Contro ogni forma di violenza di genere: fisica, psicologica, sociale, verbale.

Quest’anno abbiamo voluto ‘dedicare’ gli sforzi ed il pensiero ad una delle aree del mondo a maggior densità di violenza domestica, la Colombia. Tutte le donazioni che riceveremo durante la giornata verranno consegnate alla Corporaciòn Amiga Joven, un’organizzazione con base a Medellìn che da anni ormai, con estreme difficoltà socio-politiche, si spende nella difesa e nell’emancipazione delle donne e delle ragazze colombiane. Per l’occasione abbiamo raggiunto Sabrina Drago, palermitana che da anni lavora come progettista e coordinatrice di Amica Joven a Medellìn. Le abbiamo chiesto di illustrarci la situazione e le condizioni che regnano attorno all’operato della Corporaciòn, così da poter avere un quadro più chiaro e una comprensione maggiore della violenza di genere in un paese così distante dal nostro.

Non sempre i dati riescono ad essere propriamente rappresentativi di un fenomeno, a maggior ragione quelli sommersi della violenza di genere. Cosa riesci a dirci a proposito della Colombia?

“La Colombia riporta delle cifre assolutamente allarmanti rispetto a tutti quelli che sono i casi di violenza contro le donne e la regione di Antioquia, la cui capitale è Medellin, occupa il primo posto nel Paese per casi di violenza di genere. I dati dell’ultimo rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per le donne (ONU Mujeres) evidenziano come in Colombia 246 donne vengano aggredite quotidianamente, in un paese in cui le donne e le bambine rappresentano il 51% della popolazione.

Nel 94% dei casi le donne colombiane sono vittime di violenza sessuale legata al contesto di conflitto sociale, politico e armato che in Colombia si protrae da più di 60 anni, mentre l’87% dei casi di violenza avvengono nel contesto familiare.

Non è un caso che la Colombia riporti dei dati e delle cifre così alte: le donne sono state sin dall’inizio del conflitto le principali vittime degli attori armati. Quando parlo di attori armati non mi riferisco solamente ai guerriglieri, come banalmente si pensa. Esistono molteplici attori armati che animano il conflitto, sicuramente la guerriglia, ma ci sono anche i paramilitari e i membri della forza pubblica, tra cui polizia ed esercito statale. In questo contesto i corpi armati utilizzano il corpo delle donne come bottino da guerra e questo ha portato ad una quantità di abusi sessuali sulle donne colombiane davvero elevata. Gli ultimi dati relativi al 2014 riportano il numero di 265 donne vittime di violenza sessuale nel contesto del conflitto armato, in media più di una ogni due giorni”.Corporación Amiga Joven 3

Che tipo di violenza subiscono le donne colombiane?

“Sono principalmente tre le tipologie di violenza contro le donne in Colombia: gli abusi nell’ambito della normale vita quotidiana, la violenza del conflitto armato e quella nei confronti di chi difende i diritti umani e lavora nell’ambito delle organizzazioni sociali.

Riguardo la violenza subita dalle donne nella loro vita quotidiana, si calcola che nel 2014 sono state 67.720 le donne aggredite da parte dello sposo, del compagno o da un membro familiare. In totale, nel corso dello scorso anno si sono registrati 22 femminicidi ogni mese nel paese.

Riguardo il terzo tipo di violenza che riguarda le donne che difendono i diritti umani, la Colombia risulta essere uno dei paesi più a rischio per i casi di violenza di genere, ma allo stesso tempo sono visibili le conseguenze, la capacità incredibile e grandissima delle donne colombiane di organizzarsi, di resistere, di fondare organizzazioni che difendono i diritti umani delle donne e che lottano per questi.

Moltissime coordinatrici e donne che difendono i diritti umani lottando tramite le organizzazioni, sono esse stesse vittime di violenza di genere. Solamente nel primo semestre del 2014, sono 64 le donne che si battono nell’ambito della difesa dei diritti umani ad essere state aggredite”.

Di che cosa si occupa la Corporación Amiga Joven e in che contesto agisce?

“La regione di Antioquia e la città di Medellin sono l’epicentro dello sfruttamento sessuale, specie nei confronti di giovani ragazze e di bambine, ed è in questo contesto e su questo tema che la Corporación Amiga Joven lavora da più di 20 anni.

La nostra è un’organizzazione nata in uno dei quartieri popolari della città di Medellin, quello in cui è più visibile lo sfruttamento sessuale delle giovani e delle bambine, oltre che il problema della dipendenza dalla droga. I due fenomeni sono in qualche modo legati e spesso le giovani vittime di sfruttamento sessuale soffrono di dipendenza da droga. Quindi uno degli obiettivi che caratterizza la missione dell’organizzazione riguarda la prevenzione dei casi di sfruttamento e abuso sessuale e della tratta di persone.

Medellin è una città in cui è tanta la diseguaglianza sociale: l’80% della popolazione vive in condizioni precarie e di povertà, dove le necessità di base non sono assolutamente risolte, mentre il 20 % della popolazione vive nel lusso. È una città dove non esiste una classe media e la sproporzione è incredibile.

Amiga Joven lavora con quell’80% di persone che vive nei quartieri poveri e degradati, dove sono evidenti i segni del conflitto urbano. Cerchiamo di accompagnare le ragazze dei quartieri in un percorso che permetta loro di avere un’altra visione della vita, per far sì che possano sognare un altro mondo possibile, che possano credere innanzitutto in loro stesse. L’organizzazione lavora in quello che è l’empowerment, l’empoderamiento, per far sì che queste ragazze riconoscano sé stesse, il proprio corpo e possano essere più consapevoli delle abilità e delle qualità che a volte faticano a riconoscere in loro stesse. Vogliamo che possano sognare una vita differente, che desiderino studiare, viaggiare o semplicemente avere una famiglia.

Anteprima amica

Uno dei risultati più grandi di quest’anno è arrivato con l’implementazione di un progetto nel quale abbiamo creduto molto, la realizzazione di una scuola popolare di genere e formazione sociopolitica per le giovani donne dei quartieri popolari della città di Medellin. La scuola è frequentata da tante ragazze con cui originariamente la corporazione aveva lavorato, giovani che si trovavano in condizioni di sfruttamento sessuale e che oggi non sono più in strada, ma padrone della loro vita, empoderate.

Lo dicevamo prima, la Colombia è uno dei paesi in cui è più evidente la disuguaglianza, anche se il PIL risulta essere medio alto la redistribuzione della ricchezza è assolutamente sproporzionata e ancor di più in una città come quella di Medellin. Ci ha reso davvero felici sapere che avete scelto di destinare una raccolta fondi per sostenere le attività della nostra associazione. Considerato il contesto così povero nel quale si concentra la nostra azione e il conveniente cambio rispetto all’euro, un contributo che in Europa potrebbe sembrare irrisorio qui è importantissimo. Con una piccola cifra a Medellin si potrebbero organizzare fino a tre giornate di attività, pagare i trasporti o semplicemente offrire una merenda. Non si tratta di assistenzialismo, quello della merenda, ad esempio, è momento fondamentale, perché spesso le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese saltano addirittura i pasti. Una necessità in un Paese in cui i diritti di base non sono garantiti”.

Le donne colombiane hanno una capacità incredibile di organizzarsi e resistere.

“Nonostante la violenza e il conflitto la forza delle donne colombiane è davvero travolgente: riescono ad organizzarsi, a resistere, a combattere ed alzare le loro voci. La Colombia ha un numero di movimenti sociali incredibilmente alto e non è un caso se si pensa che sia uno dei paesi in cui ogni giorno si violano sistematicamente diritti umani di ogni tipo. In un paese in conflitto da 60 anni credo che questo modo di organizzarsi sia la risposta più naturale. Per tale motivo la Colombia è un panorama incredibile, un laboratorio di organizzazioni che resistono in tutte le forme”.